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Rifa' l'impaginazione attorno a una barra verticale sul fianco sinistro che governa insieme il contenuto principale e la colonna delle impostazioni: una sezione, una vista, i suoi comandi. Prima c'erano due gerarchie di schede da tenere allineate a mano; adesso ce n'e' una sola, in verticale ci sta il nome per esteso, e la sezione scelta resta leggibile mentre si lavora - cosa che in una fila di schede in cima si perde appena l'occhio scende sul contenuto. Accanto a ogni voce compare il numero di avvisi che la riguardano. L'anteprima non e' piu' il contenuto di una scheda fra le altre: resta in alto sempre, perche' in un programma che tratta immagini l'immagine si guarda mentre si regola qualunque cosa. Guadagna le quattro cose che la rendono utile per giudicare e non solo per guardare. Zoom e trascinamento, perche' una stabilizzazione sotto il pixel non si vede su un'immagine rimpicciolita per stare in un riquadro, e da scala uno a uno in su i pixel si mostrano come sono invece di essere interpolati. Confronto a tendina fra originale e corretto, perche' l'unico modo di capire cosa una correzione stia facendo e' vedere accanto ciо' che c'era prima. Campo vettoriale sovrapposto, che il motore calcola comunque e che spiega perche' la sfocatura viene come viene, soprattutto quando e' sbagliata. Confine delle regioni, campionato attraverso la stessa mappatura del ritaglio cosi' resta al suo posto anche sotto una panoramica virtuale. Ogni sezione porta lo strumento di misura che le riguarda: striscia di provini e pannello degli avvisi sulla sequenza, istogramma e forma d'onda sull'esposizione, percorso ricostruito della stabilizzazione sul movimento, piano temporale sul tempo. Sono tutte grandezze che il motore gia' calcolava e che finivano in due numeri in fondo a una riga di stato, cioe' invisibili. Il pilota automatico. I parametri deducibili dalle misure non si chiedono piu': un cursore con l'indicatore auto mostra il valore scelto e il motivo, toccarlo passa il comando all'utente, l'indicatore lo restituisce. E' lo stesso modello che il menu dell'orientamento usava da solo, esteso a larghezza di analisi, finestra del deflicker, lunghezza della transizione, finestra della stabilizzazione e tetto di memoria. Non sono valori di comodo: la finestra del deflicker viene da quattro periodi dello sfarfallio misurati sull'autocorrelazione, quella della stabilizzazione e' la piu' corta che rende liscio il percorso, la transizione e' meta' della distanza tipica fra i cambi. Dove il valore giusto non si puo' misurare il direttore non inventa: restituisce meno decisioni e lascia il cursore dov'e'. Il riquadro sponsor sta soltanto nella scheda Esportazione, perche' quello e' l'unico momento in cui non c'e' niente da fare e uno spazio pubblicitario non toglie niente a nessuno; accanto a un cursore che si sta regolando sarebbe un ostacolo. Gli annunci si leggono da una cartella locale con un listino in formato testo, ed e' importante dire cosa NON fa: nessuna rete, nessun identificativo, nessun clic registrato. Non e' prudenza eccessiva - un circuito pubblicitario vero richiederebbe il suo SDK, che il vincolo sulle dipendenze esclude, e comunque significherebbe far uscire dati dalla macchina di chi sta montando un time-lapse. Le campagne si aggiornano copiando file; a listino vuoto compaiono note interne; il riquadro si spegne dalle preferenze. Aggiunge anche le preferenze dell'applicazione, distinte da quelle del progetto, con persistenza in un file di testo scritto a mano nello stesso spirito del resto: una riga per voce, correggibile con un editor. Il progetto descrive come trattare questi fotogrammi, le preferenze come si comporta il programma. Piu' due cose piccole che pesavano: immissione numerica sui cursori, perche' trascinare fino a 0,35 e' un esercizio di mira e non una regolazione, e anteprima dei fotogrammi mentre vengono codificati, che non migliora il risultato di un pixel ma cambia molto un'attesa di mezz'ora. Verifica: 54 controlli invariati, Debug e Release puliti, tutte e sei le sezioni ispezionate a video sulla scena di prova. Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
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